DUE CHIACCHIERE CON

Ivano Carta

L'amore per il proprio territorio e la passione per la natura e per la cucina trasformata in un lavoro.

di Carlo Coni

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Valorizzazione delle biodiversità e sviluppo sostenibile.

Ivano Carta di Laconi è giovane imprenditore e cercatore di tartufo, ha condiviso il suo lavoro, l’amore per il suo paese, per la natura e in particolare per “l’oro della tavola”, il tartufo, di cui Laconi è ricca e che lui ripropone nei suoi panini nel chiosco che gestisce.

Ciao Ivano, raccontaci chi sei e di cosa ti occupi

Mi chiamo Ivano, ho 43 anni e sono di Laconi, paese dove ho vissuto per buona parte della mia vita e dove attualmente risiedo. La mia storia è lunga: ho avuto una bella esperienza di vita grazie alla quale, per quasi 20 anni, ho avuto l’opportunità di lavorare fuori dalla Sardegna, in Italia (nel Nord principalmente) e in Europa, dove ho potuto studiare e apprendere delle realtà interessanti lontane dalla mia regione da vari punti di vista lavorativi, economici, culturali e sociali. 

Nel 2015 ho deciso che questa esperienza lontano dalla mia terra doveva avere un termine, così sono rientrato a Laconi e ho messo in pratica quello che ho imparato nei diversi anni.

Il primo progetto che hai avviato è stato Corte, il chiosco – bar all’interno del Parco Aymerich, al cui interno offri prodotti locali e a chilometro zero come, ad esempio, i famosi panini al tartufo. Come è nato questo progetto? 

Premetto che nelle mie esperienze passate ho avuto la possibilità di lavorare e confrontarmi con il mondo del turismo e, ogni volta, ho pensato a come applicare, a Laconi, le diverse cose che riuscivo ad apprendere. Sono sempre stato e sono convinto delle immense potenzialità del mio paese e del suo territorio, e ho sempre avuto la voglia di creare una mia realtà lavorativa.

Non appena rientrato in Sardegna ho seguito un corso di cucina dell’Accademia Casa Puddu tenuto dallo Chef Roberto Petza e ho quindi deciso di prendere in gestione il piccolo chiosco comunale all’interno del Parco, e di buttarmi in una nuova avventura, offrendo prodotti biologici e tipici del territorio, cercando di valorizzare le biodiversità di Laconi e con l’obiettivo di offrire una piccola esperienza turistico – culinaria in sinergia con l’ambiente e la natura.

Uno dei prodotti che utilizzo di più e che credo sia tra i più importanti è il tartufo. Gestendo un piccolo chiosco che non mi permette di creare piatti complessi come un ristorante, e lavorando all’interno di una location naturale e da scoprire attraverso il cammino ho creato dei panini artigianali con all’interno, appunto, il “Re della Tavola” accompagnato esclusivamente da prodotti del territorio. 

Parliamo del tartufo. Hai sempre avuto una passione per la natura e, in particolare per i funghi e per il tartufo. Studi, fai ricerche e ti documenti sulle diverse caratteristiche di questi prodotti della terra. Raccontaci qualcosa in più. 

Si, ho sempre avuto una grande passione per i funghi e per i frutti della terra e, sopratutto in questi ultimi tre anni, sto cercando di dare concretezza a questa mia passione e sto studiando e seguendo un corso per diventare micologo organizzato dalla ASL di Nuoro, dedicandomi in particolare ai funghi ipogei (i tartufi). Il mio obiettivo è fare ricerca per attivare la coltivazione di una tartufaia, in totale simbiosi con l’ambiente, valorizzando questa risorsa che credo possa diventare anche un prodotto di primo piano in Sardegna.

Il tartufo sardo è ritenuto un prodotto di eccellenza, oltre ad avere la fortuna di trovare questo fungo nei nostri boschi, infatti, abbiamo la possibilità di godere di un prodotto che per le sue qualità risulta tra i migliori ma che attualmente, purtroppo, è poco valorizzato.

Il tartufo è famoso in Umbria e Piemonte: dal punto di vista di “cavatore” cosa manca alla Sardegna per raggiungere quei livelli? 

Una delle cose che manca è una legge regionale che regoli la raccolta e che ci permetta di coltivare le tartufaie come prodotto agricolo (come succede in Europa), infatti è molto difficile offrire grandi quantità affidandosi solo al prodotto selvatico. Credo che in Sardegna, nonostante tutto, possiamo comunque già offrire un prodotto di eccellenza assoluta, caratteristica tipica di tanti altri prodotti della nostra terra.

Credo però che anche le iniziative private siano fondamentali, sempre tenendo conto che la coltivazione del fungo e la creazione della tartufaia richiedano anni di lavoro.

Nello stesso territorio di Laconi, esistono numerosi terreni incolti e sappiamo bene che il tartufo si adatta a terreni non considerati produttivi in agricoltura.

Come possiamo agire dunque? Semplicemente piantando alberi e poi raccogliendo “l’oro della terra”, in simbiosi con la natura e l’ambiente, concretizzando un possibile sviluppo a livello economico e occupazionale, totalmente ecosostenibile. I funghi crescono sopratutto negli ambienti puliti e sono infatti un indice di benessere e pulizia del territorio.

La ricerca al tartufo si fa con i cani, e tu ne hai quattro: come funziona questo rapporto uomo-cane-natura nella ricerca del tartufo?

Una delle frasi più belle per descrivere le attività di ricerca del tartufo è “L’uomo in simbiosi con l’animale, che ricerca un fungo in simbiosi con una pianta” e questo crea una magia infinita.
I cani da tartufo si addestrano con molto amore e con il rinforzo positivo: più accarezzi il cane, lo gratifichi e lo rendi protagonista, più lui ti darà soddisfazioni.

Sto usufruendo di questi mesi dedicandomi principalmente ai miei cani da tartufo, cercando di tenerli in allenamento e sempre pronti. Ho infatti due nuove cucciole che hanno bisogno di essere addestrate.
 

Oltre alla passione per la micologia e al tuo lavoro a Corte, sei appassionato di musica. Nel 2018 sei stato tra i fondatori dell’associazione “Ilixi” che racchiude un po’ le tante cose fai. Di cosa vi occupate? Progetti futuri?

Ilixi è il risultato di un lungo lavoro progettuale, iniziato nel 2016, che insieme ad altri amici abbiamo voluto portare avanti collegate su svariate tematiche tipiche di Laconi. Abbiamo creato un progetto, che si lega particolarmente a Treballu e alla sua filosofia, e che organizza la sua attività in base a tre elementi: Grow (la natura e l’ambiente), Make (l’artigianato e il saper fare) e Recreate (l’arte e la cultura). 

Abbiamo esordito nel luglio 2018 con un evento musicale, Su Acili Acoustic Session, che ha visto collaborare diversi professionisti e diverse realtà in quattro diversi concerti acustici realizzati nell’area della grotta di Su Acili, nel Parco Aymerich, in cui abbiamo coinvolto band internazionali e regionali. Purtroppo non siamo riusciti a ripeterlo lo scorso anno, ma in questo periodo stiamo programmando nuovi progetti diretti ad agire su tutti gli obiettivi di Ilixi.

Proveremo anche a riproporre le sessioni acustiche, non appena ci sarà un po’ di chiarezza sulle norme da seguire.

Inoltre stiamo lavorando a delle proposte che mirano alla valorizzazione dell’ambiente e della natura, allo sviluppo sostenibile e all’utilizzo consapevole delle risorse naturali come, ad esempio, le escursioni micologiche alla scoperta dei funghi e dei tartufi.

Sei uno dei primi supporter di Treballu e hai collaborato alla creazione e realizzazione di questo spazio di collaborazione. Pensi che alla fine di questa emergenza, la collaborazione sarà un ingrediente essenziale per il futuro?

Sono convinto che la collaborazione sia da sempre un ingrediente fondamentale anche prima che la quarantena lo rendesse evidente. L’uomo è un animale sociale e, come i cani, vuole vivere in “branco”: ci capiamo, ci compensiamo, cresciamo insieme.
Un’idea condivisa è molto importante perchè da spunto ad altre idee: lavorare al fianco di altre persone permette di migliorare se stessi personalmente e professionalmente insieme, costruendo progetti e realtà concrete.

Ho creduto e credo molto nel progetto “Treballu”, nella sua filosofia e nelle idee che vengono pensate e realizzate nello spazio. 

Prima della quarantena ad esempio, insieme ad altri professionisti, abbiamo iniziato a gettare le basi per una possibile start-up sul tartufo focalizzandoci sulle operazioni di vendita e spedizione in Sardegna e in Italia, provando a pensare al packaging e alle modalità di gestione di un e-commerce ufficiale. 

Per la realizzazione delle escursioni micologiche ad esempio stiamo lavorando all’interno del coworking insieme al supporto delle guide turistiche come Federico Melis.

Treballu mi da la possibilità di avere un confronto continuo per sviluppare meglio le mie idee e, allo stesso modo, mi da la possibilità di partecipare in prima persona nei progetti di altre persone con le mie competenze. 

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